martedì, 26 febbraio 2008, ore 15:16

Visto l'umore di questi giorni, scrivo questa citazione per cercare di mettermela in testa...

"La più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno è di essere di buon umore."

(VOLTAIRE)

E sempre per la stessa ragione posto quest'immagine trovata su deviantART che mi fa troppo ridere, sperando di strappare un sorriso a chi la vedrà

smile_for_the_camera_by_bri_chan

 

LacrimaDrugiada
mercoledì, 20 febbraio 2008, ore 20:00

darkness_inside_and_all_around_by_axis_mundi

“ Veri amici sono quelli che si scambiano reciprocamente
fiducia, sogni e pensieri, virtù, gioie e dolori;
sempre liberi di separarsi,
senza separarsi mai.”
 A. BOUGEARD

LacrimaDrugiada
giovedì, 14 febbraio 2008, ore 02:30

Eh già... mi dispiace per voi ma ho incominciato un nuovo corso su Montale! E quindi non ho potuto fare a meno di postare la prima poesia che abbiamo fatto oggi...

Lo sai: debbo riperderti e non posso.
Come un tiro aggiustato mi sommuove
ogni opera, ogni grido e anche lo spiro
salino che straripa
dai moli e fa l'oscura primavera
di Sottoripa.

Paese di ferrame e alberature
a selva nella polvere del vespro.
Un ronzìo lungo viene dall'aperto,
strazia com'unghia ai vetri. Cerco il segno
smarrito, il pegno solo ch'ebbi in grazia
da te.
E l'inferno è certo.

(I MOTTETTO, E. MONTALE)

L'interpretazione è molto ambigua, cosa per altro mooooooooolto strana con Montale! Comunque parla di Genova (paese di ferrame...) quindi tratta della malinconia, della mancanza del luogo natìo, ma non solo... La persona a cui si riferisce è Clizia, che è in un oltre in cui il Poeta non può andare, Montale resta al di qua, dove gli resta solo un ronzio... è il miracolo mancato, il miracolo che non c'è più... e un paese in cui non c'è più il miracolo, per Montale, non è altro che l'Inferno...

Ora sono stata abbastanza approssimativa, e probabilmente si capirà pochissimo... però è davvero ricchissima di contenuti e di significati, soprattutto perchè il bello di Montale è che non ci porta mai dove noi crediamo che ci stia portando... Data l'ora chiudo qui e vi auguro una serena notte...

LacrimaDrugiada
martedì, 12 febbraio 2008, ore 03:46

Avevo voglia di massime, e dato che è un periodo in cui mi do della stupida di continuo...ecco O. Wilde...

SpEsSo SoStEnGo LuNgHe CoNvErSaZiOnI cOn Me StEsSo E sOnO cOsI’ iNtElLiGeNtE cHe A volTe NoN cApIsCo NeMmEnO uNa PaRoLa Di QuElLo ChE dIcO.
(OSCAR WILDE)

LacrimaDrugiada
mercoledì, 06 febbraio 2008, ore 02:45

Dato che altro non sto facendo, vi propongo questo pezzetto tratto dalla Vita Nuova di Dante... Niente di troppo complicato, solo un sogno che Dante fa, a cui dice di non riuscire a dare un senso...

Dunque lo chiedo a voi

3          E pensando di lei, mi sopragiunse uno soave sonno, ne lo quale m'apparve una maravigliosa visione: che me parea vedere ne la mia camera una nebula di colore di fuoco, dentro a la quale io discernea una figura d'uno segnore di pauroso aspetto a chi la guardasse; e pareami con tanta letizia, quanto a sé, che mirabile cosa era; e ne le sue parole dicea molte cose, le quali io non intendea se non poche; tra le quali intendea queste: "Ego dominus tuus".

 

4          Ne le sue braccia mi parea vedere una persona dormire nuda, salvo che involta mi parea in uno drappo sanguigno leggeramente; la quale io riguardando molto intentivamente, conobbi ch'era la donna de la salute, la quale m'avea lo giorno dinanzi degnato di salutare.

 

5          E ne l'una de le mani mi parea che questi tenesse una cosa la quale ardesse tutta, e pareami che mi dicesse queste parole: "Vide cor tuum".

 

6          E quando elli era stato alquanto, pareami che disvegliasse questa che dormia; e tanto si sforzava per suo ingegno, che le facea mangiare questa cosa che in mano li ardea, la quale ella mangiava dubitosamente.

 

7          Appresso ciò poco dimorava che la sua letizia si convertia in amarissimo pianto; e così piangendo, si ricogliea questa donna ne le sue braccia, e con essa mi parea che si ne gisse verso lo cielo; onde io sostenea sì grande angoscia, che lo mio deboletto sonno non poteo sostenere, anzi si ruppe e fui disvegliato.

 

(VITA NUOVA, I libro – cap III – D. ALIGHIERI)

 

LacrimaDrugiada