La pioggia di questi giorni accompagna molte riflessioni...Forse troppe.

“È inutile comprendere perché
a volte i pensieri si confondono
e mischiano speranze e realtà”
(SUBSONICA – LASCIATI)
“[…] Penso che la moltiplicazione delle scienze e delle tecniche sia direttamente connessa alla scomparsa dell’idea fondamentale che non bisogna vergognarsi di essere uomini.”
(E. MONTALE – NEL NOSTRO TEMPO)
Dopo una serie di citazioni di altro genere, oggi vi sottopongo questa. È tratta da una raccolta di saggi di Montale in cui riflette, come suggerisce il titolo, sul suo tempo (e con incredibile attualità anche sul nostro). Nel frammento che pongo alla vostra attenzione, in particolare, enuncia una ‘legge’, ossia secondo il Poeta, per ogni grado in più acquisito dalla scienza e dalla tecnica, corrisponde un grado in meno di umanità nell’uomo (per dirla con le parole del prof. Ficara). Parafrasando il testo, all’avanzare delle tecniche corrisponde una perdita nell’uomo della sua umanità (il “vergognarsi di essere uomini”).
Sono curiosa di sapere la vostra a riguardo, è vero secondo voi che il progresso tecnologico inaridisce dal punto di vista umano l’uomo?

All I ever wanted
all I ever needed
is here in my arms
words are very unnecessary
they can only do harm
(DEPECHE MODE - ENJOY THE SILENCE)

E ho guardato dentro un'emozione
e ci ho visto dentro tanto amore
che ho capito perché non si comanda al cuore.
(V. ROSSI – SENZA PAROLE)