domenica, 27 luglio 2008, ore 23:45

Già che ci sono, faccio un altro post su questa canzone, estrapolando le due strofe che mi danno più da pensare ultimamente...

Head_in_the_Clouds_by_SynthTwins

“Fuori dalla tua porta
Fare la cosa giusta
Essere razionali
Mentre ti gira la testa

[…]

Non sarebbe strano
Essere più leggeri
E non aver paura
Se capitasse a noi”

 

(AFTERHOURS – RIPRENDERE BERLINO)

 

LacrimaDrugiada
domenica, 27 luglio 2008, ore 23:24

Un po' perchè è estate e questa canzone mi sa davvero un sacco di estate, un po' perchè da quando l'ho sentita la prima volta non smetterei mai di ascoltarla, e un po' perchè mi fa prendere bene e mi sa di leggerezza... Ecco 'Riprendere Berlino' degli Afterhours...

LacrimaDrugiada
sabato, 26 luglio 2008, ore 13:53

Catch_a_Falling_Star_by_LustersEnvy

“Se esprimi un desiderio è perché vedi cadere una stella, se vedi cadere una stella è perché stai guardando il cielo, se guardi il cielo è perché credi ancora in qualcosa."

 

(BOB MARLEY)

 

LacrimaDrugiada
domenica, 06 luglio 2008, ore 14:56

Broken_True__by_TheNightSheDied

Nulla al mondo fa più rumore di un sogno che si infrange. Nulla... se non il silenzio assordante di un cuore che si spezza, subito dopo.

(BARBARA BRUSSA)

LacrimaDrugiada
sabato, 05 luglio 2008, ore 18:54

Ultimo testo del corso di quest’anno di Montale, e non poteva esserci poesia più azzeccata…


XX mottetto:

. . . ma così sia. Un suono di cornetta

dialoga con gli sciami del querceto.

Nella valva che il vespero riflette

un vulcano dipinto fuma lieto.

 

La moneta incassata nella lava

brilla anch'essa sul tavolo e trattiene

pochi fogli. La vita che sembrava

vasta è più breve del tuo fazzoletto.


Per dare qualche nozione sul testo è il ventesimo e ultimo dei Mottetti, raccolta di poesie nel cuore delle Occasioni. Definite dallo stesso Montale ‘romanzetto amoroso’, sono qui definiti anche come preghiera e come un’esperienza che si sta concludendo.

La scena presentata è iconica: un uomo seduto al suo tavolo, ultimo degli ultimi, con solo due fermacarte (la conchiglia “valva” e la pietra lavica “la moneta incassata nella lava”).  Quest’uomo chiude un tempo della sua vita, tra i suoi oggetti, e anche un’esperienza del mondo che è stata parziale e non eroica. C’è una rassegnata accettazione del proprio destino (“…ma così sia”)

Inoltre conclude con una riflessione sulla vita: “la vita che sembrava vasta” è in realtà ridotta, “più breve del tuo fazzoletto”, è diventata oggetto. I larghi orizzonti della giovinezza sono ormai arresi nel breve spazio della quotidianità. (D. Isella)

LacrimaDrugiada