
“ Veri amici sono quelli che si scambiano reciprocamente
fiducia, sogni e pensieri, virtù, gioie e dolori;
sempre liberi di separarsi,
senza separarsi mai.”
A. BOUGEARD
Più azzeccata di quest'immagine ce ne sono poche! Alice e il BianConiglio che 'sorseggiano' vino... E visto che forse a carnevale vestirò i panni di Alice, non posso non dedicarla al mio BianConiglio! 

In realtà è una citazione di una citazione, cmq ho pensato di postarla perchè magari suggerisca qualche riflessione...

Quando lei ti lascerà perchè avrà trovato due occhi più belli dei tuoi, altre mani da stringere, un'altra bocca da baciare... NON ODIARLA, ma ricorda i momenti che avete passato insieme e ringraziala...perchè lei ti ha dato un poco della sua vita.
(JIM MORRISON)
Riflettevo sull'amicizia... e ho trovato questa frase molto bella e molto vera... 

Un AmIcO è UnO cHe Sa TuTtO dI tE e NoNoStAnTe QuEsTo GlI pIaCi
(ELBERT HUBBARD)
Chi vuole capire capirà...

e più mi vorrai e meno mi vedrai
e meno mi vorrai e più sarò con te
e più mi vorrai meno mi vedrai
e meno mi vorrai e più sarò con te
e più sarò con te con te con te
lo giuro
(T. FERRO – SERE NERE)
Sono sempre stata quella delle piccole cose, dei piccoli gesti..
Quando un saluto vale qualcosa di più...

Si vede che è così che doveva andare... Au revoir...
Studiando Estetica ecco questo autore... Edmund Burke... leggerò sicuramente altro di suo dopo l'esame perchè il suo punto di vista mi incuriosisce parecchio, ma voglio proporvi questa massima che mi rappresenta a pieno...

La GeNtE nOn È sOgGeTtA a SbAgLiArSi NeI sUoI sEnTiMeNtI,
mA sBaGlIa MoLtO sPeSsO nEi NoMi ChE dÀ lOrO
e NeL rAgIoNaRe InToRnO aD eSsI.
E. BURKE
Questa frase l'ha trovata un mio amico su un giornale e quando l'ha letta dice ke gli sembrava detta da me... X quanto non mi azzardi nemmeno a equipararmi a Epicuro, la condivido in pieno...
Questa è per tutti i miei Amici, quelli che mi aiutano semplicemente esistendo... Vi voglio bene..
NoN aBbIaMo TaNtO bIsOgNo DelL’aIuTo DeGlI aMiCi, QuAnTo DeLlA cErTeZzA dEl LoRo AiUtO.
Epicuro
Un po' per giustificare la mia assenza, e un po' perchè è così che mi sento spesso e volentieri... so cosa voglio dire ma non si trovano le parole...

Ho PeRsO lE pArOlE
oPpUrE sOnO lOrO cHe PeRdOnO mE,
iO sO cHe DoVrEi DiRe
CoSe ChE sA,
cHe Ti DoVeVo, ChE tI dOvReI.
Ma Ho PeRsO lE pArOlE
cHe BeLlO sE bAsTaSsE sOlO qUeLlO cHe Ho,
Mi PoSsO fAr CaPiRe
AnChE dA tE,
sE aScOlTi BeNe
Se AsCoLtI uN pO’.
(Ligabue – Ho perso le parole)
Oggi voglio dedicare un post alla mia micina che in questi giorni mi tiene spesso compagnia mentre studio… Grazie Lucky!
XXXIV. Il gatto - Baudelaire
Vieni sul mio cuore innamorato, mio bel gatto:
trattieni gli artigli della zampa,
e lasciami sprofondare nei tuoi occhi belli
misti d’agata e metallo.
Come s’inebria di piacere la mia mano
sfiora il tuo elettrico corpo con le dita
che tranquille ti accarezzano
la testa e il dorso elastico!
E penso alla mia donna, a quel suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
freddo e profondo, che taglia e fende come freccia,
e a quell’aria, a quel profumo
che pericoloso fluttua sul suo corpo
dai piedi su fino alla testa!
“Nessuno di quelli che vengono a farti domande lo fanno per il tuo bene, e neanche per il loro, vengono solo perché la gente non sa stare in pace e ha sempre bisogno di inventarsene una, di distrarsi con i dolori e la morte degli altri”
(Conde – C. Magris)
Molto estremistica… io non l’appoggio completamente, credo che da questo si debbano escludere gli Amici con la A maiuscola, quelli a cui importa VERAMENTE di te… però per il resto delle persone, della gente è fin troppo vero…
Era da un po’ che volevo cercarmi questa poesia di Sbarbaro, l’aveva citata il mio professore del corso di Montale ma non fa parte della raccolta che ho comprato, Pianissimo… Siccome era abbastanza lunga ne ho saltati dei pezzi, ma vi consiglio vivamente di leggerla tutta… E’ molto particolare… a me piace come descrive lo stato di ebrezza, ma è bello anche il discorso all’amico, anche se ora è lontano perché preso per una donna, lui lo aspetterà lì, con un bicchiere di vino pronto a consolarlo.
Lettera dall’Osteria – Poesia e Prosa
In istato di grazia, amico Volta,
di notte da una bettola ti scrivo.
Stato di grazia: ché non so più grande
bene, di contemplare
tra la nebbia del vino i paesaggi
di cui rozz'arte ornò all'intorno i muri,
e l'ostessa baffuta o la ridente
ragazzotta che reca la terrina.
Attaccare discorso con chi capita
vicino; a chi sorride
sorridere; volere a tutti bene;
scantonato dal Tempo e dallo Spazio,
guardare il mondo come un padreterno.
E uscire dalla bettola leggero
come la mongolfiera che s'invola;
sentir come tappeti di velluto
i lastricati sotto il piede incerto;
e voglia di cantare a squarciagola.
[…]
In questo mi rifaccio, amico Volta.
Poi che dato non m'è d'amare alcuno,
m'aggrappo come naufrago alle cose.
[…]
Ma se tempo verrà - né venga mai –
che del fuoco la cenere sol resti,
e tu allora a cercar vieni l'amico.
Lo troverai nella taverna che ha ai vetri stinte
tendinette rosse
e scritto per insegna: AL GOTO GROSSO.
Io non ti chiederò di lei.
Spingerò verso di te colmo il bicchiere
perché in silenzio con l’amico beva
l’oblio.