Vista la mia attuale assenza dalle scene, ho pensato di anticipare gli Auguri per essere certa di farli per tempo...
Auguri di Buon Natale a tutti quelli che leggeranno questo post, e spero che questo Natale vi porti qualche pensiero curioso che magari non vi aspettate e un po' di tempo passato con chi vi vuole bene...
Un abbraccio...

Oggi vi propongo questa poesia, l’autore è Gerard Manley Hopkins, di cui ho trovato veramente poco su internet e allora ho deciso di comprarmi il libro. Ottima scelta per altro! Questa è solo la prima, e io a questa mi sono fermata perché la trovo stupenda e voglio gustarmela a fondo prima di passare oltre.
I rami, i rami sono quasi spogli
ma la terra non avverte la neve.
Di gelo sono orlate le edere e irti
di aguzza brina appaiono i rovi.
Strisciano roche foglie sul sibilante suolo
poiché basso è il sospiro del vento.
Ma se raffiche di pioggia erompono
e strizzano gocce umide dalle piume
il ruscello intasato scorre con suono spento
impastando la melma ammucchiata che arresta
il corso sotto viscide coltri
di fronde cadute nel bosco.
Un semplice motivo di note fioche
è tutta l’audacia dell’uccellino invernale.
Alla luce diurna la perlina luna galleggia
così bianca e vitrea per il cielo,
così simile a un monte di ialina,
e così delicatamente profilata di blu
che non la vidi mai tanto divina.
Ma dietro neri rami, squisitamente abbigliato
di sciarpe di seta cangianti e luminose,
il tramonto velato e acquoso
dove la cremisi sfera di fuoco scende
pare apparecchiato per la festa e l’ozio.
Vedo lunghe scogliere di viole
in fondi stagni coperti di berillo.
un Pattolo dalle acque d’oro screzia
i moli striati e il bordo giallo,
i cerei colori colano e stingono,
e affinandosi sino all’orlo fiammante
nella piana bruma azzurra il sole
affonda e finisce il nostro giorno.
(INVERNO CON LA CORRENTE DEL GOLFO, tratto da “LA FRESCHEZZA PIÙ CARA, poesie scelte” di G. M. HOPKINS)
Riflessione veloce... oggi sono così... presa da mille pensieri come da nessuno... ho voglia di sentirmi leggera e libera... Sarà l'aria di primavera che si avvicina...
Voglio un mondo comico
voglio un mondo che faccia ridere
un cielo comodo
che qualcuno s'affacci a rispondere
voglio svegliarmi quando voglio
da tutti i miei sogni
voglio trovarti sempre qui
ogni volta che io ne ho bisogno
(LIGABUE – VOGLIO VOLERE)
Quante volte, nelle sere di sconforto, alcuni ricordi ci rischiarano la notte... Baricco rende questo concetto certamente meglio:
“Così fa il destino: potrebbe filar via invisibile e invece brucia dietro di sé, qua e là, alcuni istanti, fra i mille di una vita. Nella notte del ricordo, ardono quelli, disegnando la via di fuga della sorte. Fuochi solitari, buoni per darsi una ragione, una qualsiasi.”
( A. BARICCO – CASTELLI DI RABBIA)

Que tu viennes du ciel ou de l’enfer, qu’importe,
Ô Beauté ! monstre énorme, effrayant, ingénu!
Si ton oeil, ton souris, ton pied, m’ouvrent la porte
D’un Infini que j’aime et n’ai jamais connu?
De Satan ou de Dieu, qu’importe? Ange ou Sirène,
Qu’importe, si tu rends, - fée aux yeux de velours,
Rythme, parfum, lueur, ô mon unique reine! -
L’univers moins hideux et les instants moins lourds?
Venga tu dall’inferno o dal cielo, che importa,
Bellezza, mostro immane, mostro candido e fosco,
se il tuo piede, il tuo sguardo, il tuo riso la porta
m’aprono a un Infinito che amo e non conosco?
Arcangelo o Sirena, da Satana o da Dio,
che importa, se tu, o fata dagli occhi di velluto,
luce profumo, musica, unico bene mio,
rendi più dolce il mondo, meno triste il minuto?
(estratto da: C. Baudelaire – hymne À la beautÉ)

Buona notte, buona notte! Lasciarti è dolore così dolce che direi buona notte fino a giorno.
(GIULIETTA, in ROMEO E GIULIETTA – W. SHAKESPEARE)
Siccome non so se riuscirò a passare ancora, faccio che fare gli auguri ora...
Tantissimi auguri di cuore per un felice Natale a tutti voi che mi tenete compagnia in questa piccola bolla di sapone.

Comprato, letto e finito nel giro di poche ore... libro gustato tutto in un sorso, ma assaporato come merita una perla di questo calibro... ecco "Novecento"...

…quel che davvero stavamo facendo, era danzare con l’Oceano, noi e lui, ballerini pazzi, e perfetti, stretti in un torbido valzer, sul dorato parquet della notte.
(A. BARICCO – NOVECENTO)
Oggi voglio postare questa poesia... non che rispecchi il mio attuale stato d'animo, però è una di quelle situazioni che mi si ripropongono abbastanza spesso... e credo che molti di Voi possano capire...

Bussano.
Chi sarà?
Nascondo la polvere della mia solitudine
sotto il tappeto,
aggiusto il mio sorriso,
e apro.
(MARAM AL – MASRI)

QuAnTo CoStA eSsErE fElIcE?
Vedere uno spiraglio ma non sapere se ci si può arrivare... eppure sapere che quella potrebbe essere la finestra che da sulla propria felicità...

Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno,
giuro che lo farò,
e oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò.
(F. DE GREGORI – LA DONNA CANNONE)
Mi è sembrato questo un modo carino per augurare buon halloween a tutti...
Svettano bianchi i campanili,
gli alberi si ricoprono d'argento
e sui comignoli volano i vampiri.
Guarda: le arpie del cielo profondo batton le ali,
ridono ed osservano.
Sul morto villaggio sotto la luna
mai ha brillato il sole al tramonto:
è emerso dal buio di ere perdute,
là dove scorrono fiumi di follìa lungo abissi di sogno senza fondo.
Un vento gelido striscia fra i covoni
sui campi splendenti di pallida luce
e s'aggroviglia attorno alle lapidi nel cimitero
dove i ghoul ricercano l'orrida preda per la loro fame.
Neppure il soffio degli strani Dèi del mutamento
giunti al passato a reclamare ciò che gli appartenne
può rendere quest'ora meno immota: una forza spettrale copre tutto,
diffonde il sonno dal suo seggio antico e libera l'ignoto senza fine.
Si estendono di nuovo la valle e la pianura
che videro lune scordate ormai da tempo,
ebbri danzano i mostri sotto i fiochi raggi,
sorgendo dalle fauci del sepolcro per scuotere il mondo col terrore.
Le cose che il mattino aspro rivela,
l'orrore e la miseria di campi desolati irti di sassi
si aggiungeranno un giorno a tutto il resto
tramando con le ombre maledette.
S'alzi pure nel buio il gemito dei lemuri,
guglie rose di lebbra giungan fino al cielo...non cambia nulla:
chè l'antico e il nuovo insieme son ravvolti nelle pieghe del costume destino, morte e orrore.
I Segugi del Tempo sono pronti le carni d'entrambi a dilaniare
(HALLOWEEN IN A SUBURB - H.P. LOVECRAFT)


L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti
(FABRIZIO DE ANDRÈ - IL TESTAMENTO DI TITO)