martedì, 22 aprile 2008, ore 15:03

Oggi posto una creazione di Will... E la frase è fin troppo vera! Grazie Tittola! ^^

TheGeko - http://lunaredhel.splinder.com/

LacrimaDrugiada
lunedì, 10 marzo 2008, ore 18:54

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Que tu viennes du ciel ou de l’enfer, qu’importe,
Ô Beauté ! monstre énorme, effrayant, ingénu!
Si ton oeil, ton souris, ton pied, m’ouvrent la porte
D’un Infini que j’aime et n’ai jamais connu?

De Satan ou de Dieu, qu’importe? Ange ou Sirène,
Qu’importe, si tu rends, - fée aux yeux de velours,
Rythme, parfum, lueur, ô mon unique reine! -
L’univers moins hideux et les instants moins lourds?

Venga tu dall’inferno o dal cielo, che importa,
Bellezza, mostro immane, mostro candido e fosco,
se il tuo piede, il tuo sguardo, il tuo riso la porta
m’aprono a un Infinito che amo e non conosco?

Arcangelo o Sirena, da Satana o da Dio,
che importa, se tu, o fata dagli occhi di velluto,
luce profumo, musica, unico bene mio,
rendi più dolce il mondo, meno triste il minuto?

(estratto da: C. Baudelaire – hymne À la beautÉ)

LacrimaDrugiada
sabato, 07 luglio 2007, ore 12:25

Oggi voglio dedicare un post alla mia micina che in questi giorni mi tiene spesso compagnia mentre studio… Grazie Lucky!

 

 

XXXIV. Il gatto - Baudelaire

Vieni sul mio cuore innamorato, mio bel gatto:

            trattieni gli artigli della zampa,

e lasciami sprofondare nei tuoi occhi belli

            misti d’agata e metallo.25.06.2006 001

 

Come s’inebria di piacere la mia mano

            sfiora il tuo elettrico corpo con le dita

che tranquille ti accarezzano

            la testa e il dorso elastico!

 

E penso alla mia donna, a quel suo sguardo

            come il tuo, amabile bestia,

freddo e profondo, che taglia e fende come freccia,

 

            e a quell’aria, a quel profumo

che pericoloso fluttua sul suo corpo

            dai piedi su fino alla testa!

LacrimaDrugiada
martedì, 15 maggio 2007, ore 22:31

Oggi a Montale abbiamo trattato il tema del tempo in particolare... tra i vari testi, il professore, ha citato questo di Baudelaire. Anche qui, infatti, torna il tema del tempo come opressione e noia, simboleggiato dal cielo "basso" e "greve". In particolare di questo testo è bellissima l'immagine della pioggia, che non scioglie l'opprimente volta celeste, ma anzi sembra tracciare ideali sbarre della prigione; e quella del pipistrello che insiste nello sbatterci la testa... un po' come noi...

IV Spleen - Baudelaire

Quando il cielo basso e greve pesa come un coperchio

sullo spirito che geme in preda a lunga noia

e abbracciando il cerchio di tutto l'orizzonte

ci versa una luce nera più triste delle notti;

 

quando la terra si muta in umida spelonca

dove, come un pipistrello, la Speranza

va battendo i muri con la sua timida ala

e picchiando la testa su fradici soffitti;

 

quando la pioggia distendendo immense strisce

imita le sbarre d'una vasta prigione

e un popolo muto d'infami ragni

tende le sue reti in fondo ai nostri cervelli,

 

improvvisamente campane sbattono con furia

e lanciano verso il cielo un urlo orrendo

come spiriti erranti e senza patria

che si mettano a gemere, ostinati.

 

- E lunghi carri funebri, senza tamburi né musica,

sfilano lenti dentro la mia anima;  la Speranza,

vinta, piange; e l'atroce Angoscia, dispotica,

pianta sul mio cranio chino il suo nero vessillo.

LacrimaDrugiada