mercoledì, 06 febbraio 2008, ore 02:45

Dato che altro non sto facendo, vi propongo questo pezzetto tratto dalla Vita Nuova di Dante... Niente di troppo complicato, solo un sogno che Dante fa, a cui dice di non riuscire a dare un senso...

Dunque lo chiedo a voi

3          E pensando di lei, mi sopragiunse uno soave sonno, ne lo quale m'apparve una maravigliosa visione: che me parea vedere ne la mia camera una nebula di colore di fuoco, dentro a la quale io discernea una figura d'uno segnore di pauroso aspetto a chi la guardasse; e pareami con tanta letizia, quanto a sé, che mirabile cosa era; e ne le sue parole dicea molte cose, le quali io non intendea se non poche; tra le quali intendea queste: "Ego dominus tuus".

 

4          Ne le sue braccia mi parea vedere una persona dormire nuda, salvo che involta mi parea in uno drappo sanguigno leggeramente; la quale io riguardando molto intentivamente, conobbi ch'era la donna de la salute, la quale m'avea lo giorno dinanzi degnato di salutare.

 

5          E ne l'una de le mani mi parea che questi tenesse una cosa la quale ardesse tutta, e pareami che mi dicesse queste parole: "Vide cor tuum".

 

6          E quando elli era stato alquanto, pareami che disvegliasse questa che dormia; e tanto si sforzava per suo ingegno, che le facea mangiare questa cosa che in mano li ardea, la quale ella mangiava dubitosamente.

 

7          Appresso ciò poco dimorava che la sua letizia si convertia in amarissimo pianto; e così piangendo, si ricogliea questa donna ne le sue braccia, e con essa mi parea che si ne gisse verso lo cielo; onde io sostenea sì grande angoscia, che lo mio deboletto sonno non poteo sostenere, anzi si ruppe e fui disvegliato.

 

(VITA NUOVA, I libro – cap III – D. ALIGHIERI)

 

LacrimaDrugiada
venerdì, 18 maggio 2007, ore 00:31

Chiedo umilmente perdono... xò tutto il canto era proprio impossibile postarlo... i pezzi citati sono puramente a gusto personale x quanto sceglierli all'interno di un canto totalmente perfetto è più casualità che gusto... nn ha un particolar motivo questo post... l'idea me l'ha data Caronte, mi sono resa conto di non aver ancora citato l'autore che amo di più in assoluto... ed eccovi qui uno straccio di una stoffa pregiata e perfetta... citazioni dal XXXIII canto del Paradiso... vi prego solo di andarvelo a leggere tutto così mi sentirò un po' meno in colpa!

Canto XXXIII Paradiso, Divina Commedia – Dante

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio,

tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui se' a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra ' mortali,
se' di speranza fontana vivace.

Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz' ali.

[…]

Da quinci innanzi il mio veder fu maggio
che 'l parlar mostra, ch'a tal vista cede,
e cede la memoria a tanto oltraggio.

Qual è colüi che sognando vede,
che dopo 'l sogno la passione impressa
rimane, e l'altro a la mente non riede,

cotal son io, ché quasi tutta cessa
mia visïone, e ancor mi distilla
nel core il dolce che nacque da essa.

Così la neve al sol si disigilla;
così al vento ne le foglie levi
si perdea la sentenza di Sibilla.

[…]

A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,

l'amor che move il sole e l'altre stelle.

 

LacrimaDrugiada