Com'è strana la vita, così avrei voluto intitolare questo post. Ma poi non mi è sembrato abbastanza incisivo. Certo è che trovare un titolo dove, in poche parole, venga riassunto tutto ciò che sto pensando, mi sa che è proprio impresa impossibile.
Chiedo scusa in anticipo a chi inciampa su questi pensieri confusi… ma credetemi che più ordinati di così proprio non mi era possibile.
E’ così. Capita tutto così. Quasi per caso, ma allo stesso tempo sembra tutto precisamente programmato.
E così succede che uno faccia una cosa quasi per gioco, il giorno dopo se n’è già dimenticato.
Ma ecco che rispondono.
E così ti ritrovi a non sapere cosa fare, perché non era previsto, nel gioco.
Hai un’occasione tra le mani, forse un’occasione che segretamente cullavi da un sacco di tempo. Una di quelle cose che nemmeno ti fidavi a sognare o a ‘fare finta che’ talmente ti sembravano lontane, o talmente le speravi, si sa, la scaramanzia..
In realtà semplicemente hai sempre preferito non soffermarti troppo, presa da altri mille pensieri.
Ma sta di fatto che ora è lì, l’occasione. E che fare? Provarci? Con il rischio di un no secco e mandare così in frantumi il sogno? O declinare, per poter continuare ogni tanto a pensarci, a ‘fare finta che’?
Lancerò una moneta. E’ sempre stato il destino a scegliere per me.

CAMBIAMENTI.
Tanti, improvvisi, grandi.
A quanto pare, se deve succedere qualcosa, capita tutto insieme.
Fa sorridere quanto sembri tutto programmato, come se ci fosse qualcuno lassù che ha studiato affichè tutto potesse avere una puntualità sconvolgente, e arrivare lo stesso giorno.
Speriamo di restare in piedi nonostante la testa che gira.
Sogni parole vuoti emozioni confusione.
La vita che corre e io che cerco di starle dietro.
Chi vivrà…


Nulla al mondo fa più rumore di un sogno che si infrange. Nulla... se non il silenzio assordante di un cuore che si spezza, subito dopo.
(BARBARA BRUSSA)
Ultimo testo del corso di quest’anno di Montale, e non poteva esserci poesia più azzeccata…
XX mottetto:
. . . ma così sia. Un suono di cornetta
dialoga con gli sciami del querceto.
Nella valva che il vespero riflette
un vulcano dipinto fuma lieto.
La moneta incassata nella lava
brilla anch'essa sul tavolo e trattiene
pochi fogli. La vita che sembrava
vasta è più breve del tuo fazzoletto.
Per dare qualche nozione sul testo è il ventesimo e ultimo dei Mottetti, raccolta di poesie nel cuore delle Occasioni. Definite dallo stesso Montale ‘romanzetto amoroso’, sono qui definiti anche come preghiera e come un’esperienza che si sta concludendo.
La scena presentata è iconica: un uomo seduto al suo tavolo, ultimo degli ultimi, con solo due fermacarte (la conchiglia “valva” e la pietra lavica “la moneta incassata nella lava”). Quest’uomo chiude un tempo della sua vita, tra i suoi oggetti, e anche un’esperienza del mondo che è stata parziale e non eroica. C’è una rassegnata accettazione del proprio destino (“…ma così sia”)
Inoltre conclude con una riflessione sulla vita: “la vita che sembrava vasta” è in realtà ridotta, “più breve del tuo fazzoletto”, è diventata oggetto. I larghi orizzonti della giovinezza sono ormai arresi nel breve spazio della quotidianità. (D. Isella)