Com'è strana la vita, così avrei voluto intitolare questo post. Ma poi non mi è sembrato abbastanza incisivo. Certo è che trovare un titolo dove, in poche parole, venga riassunto tutto ciò che sto pensando, mi sa che è proprio impresa impossibile.
Chiedo scusa in anticipo a chi inciampa su questi pensieri confusi… ma credetemi che più ordinati di così proprio non mi era possibile.
E’ così. Capita tutto così. Quasi per caso, ma allo stesso tempo sembra tutto precisamente programmato.
E così succede che uno faccia una cosa quasi per gioco, il giorno dopo se n’è già dimenticato.
Ma ecco che rispondono.
E così ti ritrovi a non sapere cosa fare, perché non era previsto, nel gioco.
Hai un’occasione tra le mani, forse un’occasione che segretamente cullavi da un sacco di tempo. Una di quelle cose che nemmeno ti fidavi a sognare o a ‘fare finta che’ talmente ti sembravano lontane, o talmente le speravi, si sa, la scaramanzia..
In realtà semplicemente hai sempre preferito non soffermarti troppo, presa da altri mille pensieri.
Ma sta di fatto che ora è lì, l’occasione. E che fare? Provarci? Con il rischio di un no secco e mandare così in frantumi il sogno? O declinare, per poter continuare ogni tanto a pensarci, a ‘fare finta che’?
Lancerò una moneta. E’ sempre stato il destino a scegliere per me.


“Il vento lontano forse ci soffierà via di qua
nel vuoto per mano a risvegliarci più liberi.”
(SUBSONICA – IL VENTO)
CAMBIAMENTI.
Tanti, improvvisi, grandi.
A quanto pare, se deve succedere qualcosa, capita tutto insieme.
Fa sorridere quanto sembri tutto programmato, come se ci fosse qualcuno lassù che ha studiato affichè tutto potesse avere una puntualità sconvolgente, e arrivare lo stesso giorno.
Speriamo di restare in piedi nonostante la testa che gira.
Sogni parole vuoti emozioni confusione.
La vita che corre e io che cerco di starle dietro.
Chi vivrà…


“ Camminiamo ancora insieme,
sopra il male sopra il bene
[…]
Mentre i sogni si dissolvono
e gli inverni si accavallano
quanti spilli sulla pelle
dentro il petto sulle spalle
[…]
Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma brucia nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme, insieme … a te.
[…]
Mentre il senso delle cose muta
ED OGNI SICUREZZA È ORMAI SCADUTA”
(CHE RUMORE FA LA FELICITA’ – NEGRITA)

“Sai…
certe volte accade che
ci sia bisogno di andar via
e lasciare tutto al fato,
Fare come un equilibrista,
che sul mondo
sfida il crollo delle sue capacità…”
(DEDICATO A TE – LE VIBRAZIONI)
Annaspando tra ricordi e paure,
passo il tempo galleggiando in una specie di apatia per niente produttiva,
trascorro il tempo cercando solo il modo di pensare il meno possibile,
analizzo e valuto, credo, ogni piccolo gesto.
Cerco di capire, e di capirmi, senza sapere a cosa giungo.
Pensieri senza capo ne coda mi chiudono in una bolla di sapone,
dove non si entra senza invito.
Stanca di questa stasi, da domani si aprono le finestre e si cambia quest’aria stantia.
Ora di agire.
Ora di darsi una mossa.
Ora di fare qualcosa.

Si tirano fuori gli artigli e ci si butta nella mischia: meglio ferirsi lottando, che non inciampando in dubbi e incertezze.
Umore altalenante, confusione mode-on e pioggia di pensieri battente... Vien voglia di sogni...

Penso che le cose più grandi della vita succedono nei tuoi sogni. Insegnerei ai nostri bambini ad imparare a sognare piuttosto che imparare a ricordare. Perché ciò che è importante non è quello che è successo, ma quello che potrebbe succedere. E per questo motivo devi essere pronto a sviluppare la tua immaginazione e permetterti di avere un sogno di giorno e di notte.
(SHIMON PERES)
Torno dopo un periodo di standby per lasciare una piccola traccia che rifletta un pochino quel che mi passa per la testa...

“[…] paura della morte, paura della vita
paura che la vita sfuggendo tra le dita,
paura che diversa sarebbe anche possibile,
paura del diverso paura del possibile.”
(SUBSONICA – PRESO BLU)
Ultimo testo del corso di quest’anno di Montale, e non poteva esserci poesia più azzeccata…
XX mottetto:
. . . ma così sia. Un suono di cornetta
dialoga con gli sciami del querceto.
Nella valva che il vespero riflette
un vulcano dipinto fuma lieto.
La moneta incassata nella lava
brilla anch'essa sul tavolo e trattiene
pochi fogli. La vita che sembrava
vasta è più breve del tuo fazzoletto.
Per dare qualche nozione sul testo è il ventesimo e ultimo dei Mottetti, raccolta di poesie nel cuore delle Occasioni. Definite dallo stesso Montale ‘romanzetto amoroso’, sono qui definiti anche come preghiera e come un’esperienza che si sta concludendo.
La scena presentata è iconica: un uomo seduto al suo tavolo, ultimo degli ultimi, con solo due fermacarte (la conchiglia “valva” e la pietra lavica “la moneta incassata nella lava”). Quest’uomo chiude un tempo della sua vita, tra i suoi oggetti, e anche un’esperienza del mondo che è stata parziale e non eroica. C’è una rassegnata accettazione del proprio destino (“…ma così sia”)
Inoltre conclude con una riflessione sulla vita: “la vita che sembrava vasta” è in realtà ridotta, “più breve del tuo fazzoletto”, è diventata oggetto. I larghi orizzonti della giovinezza sono ormai arresi nel breve spazio della quotidianità. (D. Isella)