giovedì, 05 giugno 2008, ore 18:42

Oggi vi propongo questa poesia, l’autore è Gerard Manley Hopkins, di cui ho trovato veramente poco su internet e allora ho deciso di comprarmi il libro. Ottima scelta per altro! Questa è solo la prima, e io a questa mi sono fermata perché la trovo stupenda e voglio gustarmela a fondo prima di passare oltre.



I rami, i rami sono quasi spogli

ma la terra non avverte la neve.

Di gelo sono orlate le edere e irti

 

di aguzza brina appaiono i rovi.

Strisciano roche foglie sul sibilante suolo

poiché basso è il sospiro del vento.

 

Ma se raffiche di pioggia erompono

e strizzano gocce umide dalle piume

il ruscello intasato scorre con suono spento

 

impastando la melma ammucchiata che arresta

il corso sotto viscide coltri

di fronde cadute nel bosco.

 

Un semplice motivo di note fioche

è tutta l’audacia dell’uccellino invernale.

Alla luce diurna la perlina luna galleggia

 

così bianca e vitrea per il cielo,

così simile a un monte di ialina,

e così delicatamente profilata di blu

 

che non la vidi mai tanto divina.

 

Ma dietro neri rami, squisitamente abbigliato

di sciarpe di seta cangianti e luminose,

 

il tramonto velato e acquoso

dove la cremisi sfera di fuoco scende

pare apparecchiato per la festa e l’ozio.

 

Vedo lunghe scogliere di viole

in fondi stagni coperti di berillo.

un Pattolo dalle acque d’oro screzia

 

i moli striati e il bordo giallo,

i cerei colori colano e stingono,

e affinandosi sino all’orlo fiammante

 

nella piana bruma azzurra il sole

affonda e finisce il nostro giorno.

 

(INVERNO CON LA CORRENTE DEL GOLFO, tratto da “LA FRESCHEZZA PIÙ CARA, poesie scelte” di G. M. HOPKINS)

 

LacrimaDrugiada