Oggi vi propongo questa poesia, l’autore è Gerard Manley Hopkins, di cui ho trovato veramente poco su internet e allora ho deciso di comprarmi il libro. Ottima scelta per altro! Questa è solo la prima, e io a questa mi sono fermata perché la trovo stupenda e voglio gustarmela a fondo prima di passare oltre.
I rami, i rami sono quasi spogli
ma la terra non avverte la neve.
Di gelo sono orlate le edere e irti
di aguzza brina appaiono i rovi.
Strisciano roche foglie sul sibilante suolo
poiché basso è il sospiro del vento.
Ma se raffiche di pioggia erompono
e strizzano gocce umide dalle piume
il ruscello intasato scorre con suono spento
impastando la melma ammucchiata che arresta
il corso sotto viscide coltri
di fronde cadute nel bosco.
Un semplice motivo di note fioche
è tutta l’audacia dell’uccellino invernale.
Alla luce diurna la perlina luna galleggia
così bianca e vitrea per il cielo,
così simile a un monte di ialina,
e così delicatamente profilata di blu
che non la vidi mai tanto divina.
Ma dietro neri rami, squisitamente abbigliato
di sciarpe di seta cangianti e luminose,
il tramonto velato e acquoso
dove la cremisi sfera di fuoco scende
pare apparecchiato per la festa e l’ozio.
Vedo lunghe scogliere di viole
in fondi stagni coperti di berillo.
un Pattolo dalle acque d’oro screzia
i moli striati e il bordo giallo,
i cerei colori colano e stingono,
e affinandosi sino all’orlo fiammante
nella piana bruma azzurra il sole
affonda e finisce il nostro giorno.
(INVERNO CON LA CORRENTE DEL GOLFO, tratto da “LA FRESCHEZZA PIÙ CARA, poesie scelte” di G. M. HOPKINS)